EHBPC 2010 Geneva

Pronti alla partenza gli Yokopolisti (dopo una tappa rilassante, si fa per dire, alla Dolomiti SuperBike) ed i Polli con lo speciale inserimento del mancino Sgamone lo "fpunnatore".

Fionderemo su Ginevra con i mezzi più diversi traversando lo Stretto, navigando il Tirreno e valicando le Alpi.

Carichi delle esperienze dell IHBPC di Roma dello scorso maggio e memori delle esperienze della scorsa edizione dell’EHBPC di Londra 2009, crecheremo di rendere la vita difficle a tutte le squadre d’Europa e di spuntargli la finale😉

Essere la comunità polistica più grande d’Italia è una cosa bellissima, ma ben altra è restare fra i più forti e quindi toccherà mettercela tutta per salvare capre e cavoli.

Di certo proveremo a portare anche in Svizzera il calore del polo del Sud, battagliando fino alla fine per tutti gli eliodorini che a Catania hanno fatto sì che le due formazioni si siano potute allenare con continuità ed impegno in tutti questi mesi.

Grazie Picciotti!

Grazie a Massimiliano, Gianluca, Ernesto, Ciccio Valnga, Ana, Ernia, Nunzio, Tobi e tutti quelli che hanno giocato con noi in questi mesi!

Grazie Anchova e Caramello. Grazie Sghiddi e Peppina. Grazie soprattutto a Suino che ha lavorato duro per la nostra qualificazione (curati maledetto, che insieme sbaragliamo tutti!!) e grazie tantissimo a Ciccio che si è reso disponibile, e che con calma e pazienza ha giocato ed atteso per la nostra decisione finale (deijij, sei un gran signore!)

E’ arrivato il momento di farci gli "in bocca al lupo"!

… e come la nostra lingua ci insegna: "quannu finisci si cunta"!

Scimmia

2 thoughts on “EHBPC 2010 Geneva

  1. Se vogliamo fare un commento tecnico dell’accaduto a ginevra, ora a mente fredda possiamo benissimo affermare che ci hanno rotto il culo.

  2. “Culo rotto” direi proprio che è l’idea che rende meglio…
    Ad un anno dall’europeo di Londra, in cui restavamo comunque una delle squadre più scarse, c’è da dire che sebbene siamo cresciuti parecchio, in Europa si cresce al doppio, se non al triplo, della velocità con cui riusciamo ad interiorizzare certe tecniche/tattiche e di squadre novelline ed abbordabili se ne vedono sempre meno.
    Personalmente non credo che una bici superfiga (anche se ritengo di averla!), modifiche alla mazza, gomitiere o sganci rapidi siano quel qualcosa che ci permette di fare uno scatto di livello (infatti se avessimo pareggiato o perso di un solo punto tutte le partite, forse la chiave del successo sarebbe stato nell’apportare alcune piccole migliorie tecniche all’attrezzatura). Prorio no. Insomma, se hai una bici discreta e sai usarla, se hai una mazza un po’ sgangata ma sai usarla è quello che fa la differenza: saper giocare.
    Saper giocare, alla luce di ciò che ho visto, significa anzitutto ESSERE UNA SQUADRA affiatata ed inoltre :
    1. grande controllo sulla palla (quindi sinergia zen mazza-uomo-bici!);
    2. velocità di esecuzione e sangue freddo;
    3. predisposizione/sopportazione/accettazione del gioco fisico.
    Senza levar nulla alla nostra sicurezza, credo che se vogliamo migliorare dobbiamo da subito lavorare tutti inisieme sui due punti finali (il punto 1 è strettamente legato alle capacità personali del giocatore di polo-zen).
    Altra considerazione: a parte la qualità del gioco che abbiamo espresso l’unica nota negativa dell’organizzazione ginevrina è stato l’arbitraggio: durante la prima giornata a gironi, su 15 partite disputate nel nostro gruppo, 1 solo fischio dell’arbitro….. quindi o siamo tutti dei gran signori e non sbagliamo mai, oppure le regole stanno solo sulla carta!
    Devo dire che personalmente ho visto molti falli anche gravi (mazze fra le ruote, piedi e mani spingere bici, morsi…) ed alcuni li abbiamo anche personalmente subiti. Ho visto validare goal dopo un BJ ed altre volte no… insomma, personalmente, la forte frustrazione che ho provato in campo (soprattutto conto i Netto ed i Bambulè) ha sicuramente influito negativamente sulla mia concentrazione (questo è di certo colpa mia, un capitano non dovrebbe uscire di senno!) e spero che in futuro gli arbitraggi siano sempre più precisi e non affidati ad incompetenti che non conoscono le regole.
    A Berlino mettiamo a frutto ciò che abbiamo appreso sul campo e facciamo sempre più tesoro di queste esperienze di confronto (che purtroppo ci penalizzano molto).
    Per il resto: molto lavoro da fare ASSIEME e impegnarci a far nascere nuovi giocatori.

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